Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it( questo blog è fornito di un motore di ricerca) http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori.
RACCONTA DI: Francis Whitman quando muore il padre, invita i due fratelli, Peter e Jack, a compiere con lui un viaggio in India a rivedere la madre, diventata suora laica, per tentare di ricostruire il legame affettivo fra loro, spezzatosi per circostanze varie. Questi accettano e si trovano a vivere un avventura bislacca e straordinaria.
SCHEDA: The Darjeeling Limited USA 2007 Produzione WES ANDERSON, SCOTT RUDIN, ROMAN COPPOLA, LYDIA DEAN PILCHER PER AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, CINE MOSAIC, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS Distribuzione 20TH CENTURY FOX ITALIA (2008) Data uscita 02-05-2008 Durata 1h e
DA SEGNALARE- LEONCINO D'ORO ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007). IL PROLOGO DEL FILM E' COSTITUITO DAL CORTOMETRAGGIO 'HOTEL CHEVALIER' DELLO STESSO REGISTA
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POSTER E TITOLO: Il poster fotografa i tre protagonisti del film nel bel mezzo di un pittoresco itinerario su un convoglio giocattolo verso una destinazione indicata nel cartello giallo in rosso vivo come se fosse non una regione dell’India ma un regno da fiaba: i colori sovraccarichi costituiscono il clima di un viaggio straordinario oltre i confini dell’abitudine. Dal vagone in coda si affacciano i fratelli per compiere una sorta di rituale magico, consacrato a qualche bizzarra divinità esotica e allo spirito di un defunto da seppellire: uno tiene un’urna in mano, l’altro porta attorno al collo una ghirlanda bianca e rossa, quello in mezzo, tiene le mani giunte in preghiera. Essi probabilmente vengono dal mondo reale e almeno in parte continuano a restarci: il titolo originale della pellicola, The Darjeeling Limited, infatti è il nome del treno indiano diretto al Rajasthan e ai suoi templi. Ma dalla prospettiva borghese e pragmatica occidentale( il confronto fra razionalismo occidentale depauperante e l’irrazionalità orientale vivificante è un luogo comune nella letteratura e nel cinema europeo e statunitense) si tratta di un continente lontano, geograficamente e culturalmente, connotato da spiritualismo e misticismo, e l’esperienza estraniante al limiti del metafisico consente il superamento delle barriere convenzionali e il salvifico smarrimento della propria identità in una personalità libera e multiforme, dove ogni tipo di conflitto si ricompone nella bislacca cerimonia famigliare raffigurata dal manifesto.
Nel lontano 1967 Stanley Kramer in Indovina chi viene a cena provocava le coscienze immaginando l’imbarazzo di un incontro conviviale fra una famiglia di bianchi progressisti e una di neri, i cui figli sono fidanzati: sono passati decenni e oggi le nostre tavole, al cinema soprattutto, sono più o meno disposte ad accogliere chiunque senza scomporsi più di tanto.. La diversità e la bizzarria non scandalizzano, anzi sono portatori di valori sani e costituiscono la testimonianza della disponibilità al dialogo delle società contemporanea oppure, se si considera la cosa da un'altra prospettiva, l’eclatante sintomo dell’apatia e della tendenza ad irreggimentare nella spettacolarizzazione mediatica ogni aspetto del difforme. Allora per scuotere gli animi e salvarli da un‘abulia mortifera bisogna invitare a cena non una persona in carne ed ossa bensì una bambola gonfiabile, pescata in uno dei tanti siti porno su internet, trattarla come una donna in carne ed ossa, fare di lei la fidanzata, l’amica e la beniamina di un paesino di provincia sommerso costantemente dal grigiore invernale: è quanto racconta il film di Gillespie Lars e una ragazza tutta sua.
Quando attraverso un pacco postale, Bianca, la ragazza di plastica, fa la sua irruzione nel quieto villaggio del Midwest lo trasforma magicamente in un presepe luminoso dove quasi tutti gli abitanti partecipano solidali al lieto evento che ha mutato le sorti del più disturbato e sfortunato di loro: da prima la comparsa di lei suscita imbarazzo, poi gradualmente la piccola comunità si compatta nella consapevolezza che non si tratta della follia di una mente malata e che la silenziosa creatura è viva di un’autenticità particolare, legata all’interiorità di ciascuno di loro. All’inizio del film Lars, un giovane impiegato solitario e strambo, guarda dalla finestra e nel bagliore accecante della neve attende l’evento che possa salvare lui e il microcosmo asfittico in cui vive dalla paura del vuoto, dall’angoscia di diventare adulti : quasi nessuno dei personaggi di Lars è una ragazza tutta sua sa camminare senza stampelle, c’è chi come il protagonista cerca protezione avvolgendosi attorno al collo una sciarpa, chi in un orsacchiotto di peluche, chi fugge dalle proprie responsabilità e si sente in colpa, chi nei ricordi e nei fiori da portare al cimitero, e tutti soffrono dello “scompenso” di cui parla la saggia psicologa a proposito della condizione anomala del suo assistito. Un universo fragile, di persone segnate dal lutto e dall’impotenza esistenziale, bisognose della carezza di un angelo e altresì del doloroso sacrificio di un capro espiatorio: Bianca non è l’eroina di una stramba favola animata e neppure di un buffo apologo, è piuttosto la malinconica personificazione degli amori idolatri da estirpare prima di uscire dalle secche adolescenziali e abbandonare la lente distorcente, che attutisce asperità e gioie. L’humour così penetra sottopelle in un storia di formazione in fondo crudele, come possono esserlo quelle ambientate in un oggi multiforme dove pratichiamo la respirazione bocca a bocca ai pupazzi prima di trascinarli con noi nell’abisso.
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RACCONTA DI: Siamo in una cittadina del Midwest, provincia statunitense, al giorno d’oggi. Lars, un uomo timidissimo, presenta alla famiglia Bianca, la ragazza da lui conosciuta tramite internet, che non è però una donna reale bensì una bambola che Lars considera però una persona. La reazione è quella che si può immaginare…
TITOLO: Nell’originale inglese il titolo”Lars e la ragazza vera” mette in evidenza la situazione paradossale, che costituisce il motore della commedia: la love story fra Lars è perfetta proprio perchè la donna amata è autentica a modo suo.
CUORE: la sequenza in cui Lar presenta la nuova ragazza al fratello e alla cognata e cenano insieme.
SCHEDA: Titolo Originale Lars and the Real Girl USA 2007 Produzione SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT Distribuzione DNC ENTERTAINMENT (2008) Data uscita 04-01-2008 Durata 1h e
DA SEGNALARE: - CANDIDATO
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 PER
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STELLE: ****la delicata storia di una bambola di gomma, che diventa capro espiatorio e permette a un intera comunità di compattarsi e a un adulto non cresciuto di svilupparsi.
VOTO/BILANCIO: 7-
criteri soggettivi di valutazione(minimo 1-massimo 5 (il voto10/10 che nella prassi scolastica simboleggia l’eccellenza è la risultante del massimo nelle tre voci- il voto 6/10 che rappresenta la sufficienza è la risultante di un 10 raggiunto complessivamente sommando le tre voci)
Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: 4
2- coerenza logica, stile di regia: 3
3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 4