appunti di cinema

Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it( questo blog è fornito di un motore di ricerca) http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori.

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mercoledì, 23 aprile 2008

LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA(DVD): INDOVINA CHI VIENE A CENA

Larsandtherealgirl_04

Nel lontano 1967 Stanley Kramer in Indovina chi viene a cena provocava le coscienze immaginando l’imbarazzo di un incontro conviviale fra una famiglia di bianchi progressisti e una di neri, i cui figli sono fidanzati: sono passati decenni e oggi le nostre tavole,  al cinema soprattutto,  sono più o meno disposte ad accogliere chiunque senza scomporsi più di tanto.. La diversità e la bizzarria non scandalizzano, anzi sono portatori di valori sani e costituiscono la testimonianza della disponibilità al dialogo delle società contemporanea oppure, se si considera la cosa da un'altra prospettiva, l’eclatante sintomo dell’apatia e della tendenza ad irreggimentare nella spettacolarizzazione mediatica ogni aspetto del difforme. Allora per scuotere gli animi e salvarli da un‘abulia mortifera bisogna invitare a cena non una persona in carne ed ossa bensì una bambola gonfiabile, pescata in uno dei tanti siti porno su internet, trattarla come una donna in carne ed ossa, fare di lei la fidanzata, l’amica e la beniamina di un paesino di provincia sommerso costantemente  dal grigiore invernale: è quanto racconta il film di Gillespie Lars e una ragazza tutta sua.  

 Quando attraverso un pacco postale, Bianca, la ragazza di plastica, fa la sua irruzione nel quieto villaggio del Midwest lo trasforma magicamente in un presepe luminoso  dove  quasi tutti gli abitanti partecipano solidali al lieto evento che ha mutato le sorti del più disturbato e sfortunato di loro: da prima la  comparsa di lei suscita imbarazzo, poi gradualmente la piccola comunità si compatta  nella consapevolezza che non si tratta della follia di una mente malata e che la silenziosa creatura è viva di un’autenticità particolare, legata all’interiorità di ciascuno di loro. All’inizio del film Lars, un giovane impiegato solitario e strambo, guarda dalla finestra e nel bagliore accecante della neve attende  l’evento che possa salvare lui e il microcosmo asfittico in cui vive dalla paura del vuoto, dall’angoscia di diventare adulti : quasi nessuno dei personaggi di Lars è una ragazza tutta sua sa camminare senza stampelle, c’è chi come il protagonista cerca protezione avvolgendosi attorno al collo una sciarpa, chi in un orsacchiotto di peluche, chi fugge dalle proprie responsabilità e si sente in colpa, chi nei ricordi e nei fiori da portare al cimitero, e tutti soffrono dello “scompenso” di cui parla la saggia psicologa a proposito della condizione anomala del suo assistito.  Un universo fragile, di persone segnate dal lutto e dall’impotenza esistenziale, bisognose della carezza di un angelo e altresì del doloroso sacrificio di un capro espiatorio: Bianca non è l’eroina di una stramba favola animata e neppure  di un buffo apologo, è piuttosto la malinconica personificazione degli amori idolatri da estirpare prima di uscire dalle secche adolescenziali e abbandonare la lente distorcente, che attutisce asperità e gioie. L’humour  così penetra sottopelle in un storia di formazione in fondo crudele, come possono esserlo quelle ambientate in un oggi multiforme dove pratichiamo la respirazione bocca a bocca ai pupazzi prima di trascinarli con noi nell’abisso.    

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 RACCONTA DI: Siamo in una cittadina del Midwest, provincia statunitense,  al  giorno d’oggi. Lars, un uomo timidissimo,  presenta alla famiglia  Bianca,  la ragazza da lui conosciuta tramite internet, che   non è però una donna reale bensì una bambola che Lars considera però una persona. La reazione è quella che si può immaginare…

TITOLO: Nell’originale inglese il  titolo”Lars e la ragazza vera”  mette in evidenza la situazione paradossale, che costituisce il motore della commedia: la love story    fra Lars è perfetta proprio perchè la donna amata è  autentica a modo suo.  

CUORE: la sequenza in cui Lar presenta la nuova ragazza al fratello e alla cognata e cenano insieme.

SCHEDA: Titolo Originale  Lars and the Real Girl  USA 2007 Produzione  SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT  Distribuzione  DNC ENTERTAINMENT (2008)  Data uscita  04-01-2008  Durata 1h e 46’ Genere:  COMMEDIA PSICOLOGICASpecifiche tecniche  35 MM (1:1.85)  Regia Craig  Gillespie   Attori Ryan  Gosling  Lars Lindstrom Emily  Mortimer  Karin Paul  Schneider  Gus Patricia  Clarkson  Dott.ssa Dagmar Kelli  Garner  Margo R.D.  Reid  Reverendo Bock Nancy  Beatty  Sig.ra Gruner Doug  Lennox  Sig. Hofstedtler Joe  Bostick  Sig. Shaw Liz  Gordon  Sig.ra Schindler Nicky  Guadagni  Sig.ra Petersen Karen  Robinson  Cindy Maxwell  McCabe-Lokos  Kurt Billy  Parrott  Erik Sally  Cahill  Deb Angela  Vint  Sandy Soggetto Nancy  Oliver   Sceneggiatura Nancy  Oliver   Fotografia Adam  Kimmel   Musiche David  Torn   Montaggio Tatiana S.  Riegel   Scenografia Arvinder  Grewal   Arredamento Steve  Shewchuk   Costumi Kirston  Leigh Mann   Gerri  Gillan   Effetti Jeremy  Nicolaides   Chris  Brown  

DA SEGNALARE:  - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER IL MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DI FILM CAMMEDIA/MUSICALE.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

 

 

 

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STELLE: ****la delicata storia di una bambola di gomma, che diventa capro espiatorio e permette a un intera comunità di compattarsi e a un adulto non cresciuto di svilupparsi.

VOTO/BILANCIO: 7-

criteri soggettivi di valutazione(minimo 1-massimo 5 (il voto10/10 che nella prassi scolastica simboleggia l’eccellenza  è la risultante del massimo nelle tre voci- il voto 6/10 che rappresenta la sufficienza è la risultante di un 10 raggiunto complessivamente sommando le tre voci)

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: 4

         2- coerenza logica, stile di regia: 3

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 4

 

 


mercoledì, 05 marzo 2008

LO SCAFANDRO E LA FARFALLA( 2): ALZATI E CAMMINA!

Lescaphandreetlepapillon_04

Nella presente stagione cinematografica sono tre i film incentrati sulla malattia irreversibile: La famiglia Savage di Tamara Jenkins, Away from Her di Sara Polley e Lo scafandro e la farfalla del pittore neoespressionista prestato alla Settima Arte Julian Schnabel, già autore in passato di opere non eccelse quali Basquiat e Prima che sia notte. La via intrapresa da quest’ultimo farebbe pensare piuttosto a Mare dentro di Amenabar, ispirato alla vita del paraplegico Ramon Sampedro, un mordace pamphlet a favore dell’eutanasia: una persona immobilizzata in un letto per sempre parla di sé agli altri e suscita le loro reazioni. Però a dirigere Lo scafandro e la farfalla è un regista  “dilettante” e un pittore convinto della sacralità della sua missione e questo ne determina in gran parte la prospettiva acriticamente soggettiva, per cui si lo spettatore prova la sconcertante sensazione di ascoltare l’impassibile registrazione delle percezioni slabbrate di un retina inferma e senziente, fonte prodigiosa però di un sublime interiore: lì l’arte ha la sua anima e l’anima è il  miracolo, che consente a Lazzaro la resurrezione che la scienza medica gli nega.

 Trasponendo sullo schermo il libro pubblicato due giorni dopo la morte di Jean-Dominique Bauby, direttore di “Elle”, colpito all’età di 42 anni da una sindrome rara, il regista sovverte  il pietismo con cui siamo soliti considerare eventi analoghi: la lotta eroica avviene non contro il corpo ribelle alla volontà, ma all’interno del corpo ignorandolo e l’introspezione lucida dentro lo scafandro svela il volo della farfalla. Il dolce naufragare nel mare della fantasia liberatrice scoperchia i territori angusti della realtà, ma ha bisogno di stampelle per celebrare i suoi trionfi: la palpebra sinistra è precisamente per Jean-Dominique quello che è la voce per il cantante, la penna  per lo scrittore, il pennello per chi dipinge e lo sguardo della macchina da presa per il cineasta. Nessun artista può essere miscredente, giacché vive all’interno di un universo da lui stesso riassorbito gradualmente e ricreato in forma di specchio di sé: i miracolati di Lourdes e i devoti alimentano la loro fede nella forza invincibile di uno spirito capace di autorigenerazione, di infondere soffio vitale alle statue della Madonna e di creare da sé la propria immortalità, un paesaggio marino in un luogo sperduto dove ateo e credente si confondono..

 Schnabel comunque non tonifica più di tanto la rivincita dello spirituale e non dimentica di  guardare il dramma dal di fuori, affollando la stanza del degente con moglie gelosa e bambini, dottoresse pie ed innamorate del paziente/caso umano, padri e amanti in lacrime al telefono. La deriva nel patetico non fuga nonostante tutto il sospetto di essere dalle parti del dannunziano Notturno, dove la malinconia sfuma nel compiacimento estetico e l’artificio formale si esercita sul frammento onirico e l’amalgama sincero fra il pentito debilitato ed inadempiente e il martire risuscitato si apprezza ma non convince granché.

 

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TITOLO: Lo scafandro è la paralisi, la sindrome in cui è immerso il protagonista colpito da una rara forma di ictus, la farfalla rappresenta le ali dell’immaginazione con cui egli cerca di sopravvivere.

CUORE: la palpebra sinistra con cui Jean-Dominique che diventa la penna dello scrittore o il pennello del pittore.

 

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STELLE: *** nella prima parte del film ascoltiamo e vediamo l’anima in volo di un uomo immobilizzato all’interno della scafandro di un corpo paralizzato totalmente dall’ictus

VOTO/BILANCIO: 6

criteri soggettivi di valutazione(minimo 1-massimo 5 (il voto10/10 che nella prassi scolastica simboleggia l’eccellenza  è la risultante del massimo nelle tre voci- il voto 6/10 che rappresenta la sufficienza è la risultante di un 10 raggiunto complessivamente sommando le tre voci)

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: 2

         2- coerenza logica, stile di regia: 3

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 5

 

 

 

SCHEDA:

Le scaphandre et le papillon  FRANCIA, USA2007 Produzione  PATHÉ RENN PRODUCTIONS, FRANCE 3 CINÉMA, THE KENNEDY/MARSHALL COMPANY  Distribuzione  BIM (2008)  Data uscita  15-02-2008  Durata  1h e 52’ Genere AUTOBIOGRAFIA  Tratto da  romanzo omonimo di Jean-Dominique Bauby  Regia Julian  Schnabel   Attori Mathieu  Amalric  Jean-Dominique Bauby Emmanuelle  Seigner  Céline Desmoulins Marie-Josée  Croze  Henriette Durand Anne  Consigny  Claude Patrick  Chesnais  Dott. Lepage Niels  Arestrup  Roussin Olatz  Lopez Garmendia  Marie Lopez Jean-Pierre  Cassel  Padre Lucien Marina  Hands  Joséphine Max  von Sydow  Papinou Emma  de Caunes  Impeatrice Eugénie Agathe  de la Fontaine  Inès Hiam  Abbass  Betty Franck  Victor  Paul Théo  Sampaio  Théophile Fiorella  Campanella  Céleste Isaach  De Bankolé  Laurent Zinedine  Soualem  Joubert Jean-Philippe  Écoffey  Dott. Mercier Françoise  Lebrun  Sig.ra Bauby Soggetto Jean-Dominique  Bauby  (romanzo) Sceneggiatura Ronald  Harwood   Fotografia Janusz  Kaminski   Musiche Paul  Cantelon   Montaggio Juliette  Welfling   Scenografia Michel  Eric   Laurent  Ott   Costumi Olivier  Bériot   Effetti Luc  Augereau   Georges  Demétrau  

 


postato da: spilluzzicando alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: cinema, film, cinama e malattia, cinema e malattia