Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it( questo blog è fornito di un motore di ricerca) http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori.
Ne I Demoni di San Pietroburgo, che segna il ritorno di Giuliano Montaldo al grande schermo dopo 18 anni di silenzio, una donna piange sconvolta la morte della bambina rimasta uccisa per caso nell’attentato messo in atto da un gruppo di rivoluzionari contro un membro della famiglia imperiale; subito dopo in un parco di San Pietroburgo un bambino raccoglie dei rametti e li porta a uno scrittore sofferente seduto su una panchina per scaldarlo. La figura infantile costituisce la porta d’accesso al mondo letterario di Fiodor Dostoevkij, di cui la pellicola ambisce ricomporre la personalità, raccogliendo citazioni ed indizi e disseminandoli qua e là in uno schema narrativo, architettato appositamente per fare da contenitore a suggestioni ed echi: l’oltraggio all’infanzia violata, la coscienza dilaniata da allucinazioni e rimorsi, delitti e castighi, inquisitori e poliziotti persecutori, terroristi velleitari, intellettuali e popolo, Bakunin l’infatuazione per le idee socialiste e la delusione, il sottosuolo della metropoli e dell’anima, prostitute patetiche e miseria, deportazione in Siberia, abiezioni ed esaltazioni improvvise, epilessia e debiti di gioco, dilemmi morali, ateismo e fede, generosità e amore estremo per il prossimo.
Non una piatta biografia dunque, ma la restituzione di un universo letterario nato dall’urgenza di trasfigurare in racconto una realtà particolarmente straziante, una scala che si attorciglia fra l’abisso e il cielo e fra il cielo e l’abisso: la vita è più ricca delle invenzioni dei poeti, ma queste la rendono più credibile, fa dire la sceneggiatura di Serbandini Zappelli e Montaldo allo scrittore a passeggio con la giovane stenografa. Coerentemente con tale impostazione, il regista, avvalendosi di uno stile solennemente convenzionale intinto in una patina di fangosa sordidezza, mescola verità e romanzo: Manojlovic/ Dostoevskij detta di giorno a Carolina Crescentini, la futura moglie, Il giocatore ed incontra di notte, in una città fantasma, i congiurati de I demoni, gli spettri creati dal delirio della mente e trasformati in carne viva nella pagine dei suoi libri. A fare da trait-d’union fra allucinazione e ragione è il personaggio di Filippo Timi, terrorista pentito chiuso in manicomio, che informa l’autore di Delitto e castigo di un complotto contro il Gran Duca e lo esorta a cercare Alexandra, il capo banda, per evitare l’omicidio folle e la sicura condanna a morte; da qui inizia l’ossessivo inseguimento di una fantomatica immagine di donna dai molti volti e dai molti nomi: Appollinarija Suslova l’amante che aveva lasciato il romanziere diventata
La necessità di far convergere esperienza e creazione motiva di fatto apparizioni, scomparse e monologhi de I demoni di San Pietroburgo e la vocazione enciclopedica/documentaristica finisce con il tradirne l’intento nobilmente divulgativo: del resto se l’identità del genio è una cuore in subbuglio nella defatigante maratona della vita, non è tempo perso registrarne i palpiti?
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CUORE: l’opera omnia di Dostoevskij
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STELLE: **ammirevole la tentata restituzione sullo schermo dell’opera omnia di Dosteoevkji ma dalla solenne calligrafia del sottosuolo non si ricava più di tanto. Se non si conosce lo scrittore sfuggono i rimandi.
VOTO/BILANCIO:5 -
criteri soggettivi di valutazione(minimo 1-massimo 5 (il voto10/10 che nella prassi scolastica simboleggia l’eccellenza è la risultante del massimo nelle tre voci- il voto 6/10 che rappresenta la sufficienza è la risultante di un 10 raggiunto complessivamente sommando le tre voci)
Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: 2.50
2- coerenza logica, stile di regia: 3
3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 2