Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala O l'uscita in DVD. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori. Posto anche commenti sul sito di film tv e invio recensioni a cine zone.( www.cine-zone.it) individuale. STELLETTE si riferiscono al giudizio complessiovo della critica: *terrificante **niente di che ***gradevole con spunti interessanti ****buono *****eccellente
Dall’ultimo gioiello Pixar-Disney, Up, spira la struggente malinconia della consapevolezza che la vita reale è la negazione assoluta della favola: l’esplorazione di continenti leggendari sepolti in foreste sperdute, popolate da animali parlanti, a bordo di una casa sollevata da palloncini colorati ricava il surplus di energia indispensabile dall’urgenza di riscattare la disfatta di una vecchiaia inconsolabile. Fa’ infatti da premessa al film un altro film, una tragicommedia nella quale si riassume l’ennesima versione del sogno americano infranto: a ossessionare Carl e Ellie è un salvadanaio che, continuamente rotto per tegole da riparare e medicine, impedisce loro l’evasione agognata dalla mediocrità. Se abitassero dalla parti di “Rivolutionary road” la nevrosi avvelenerebbe l’amore coniugale, ma i colori allegri di un cartone prevedono esclusivamente il dolce svaporare della figura femminile cosicché è l’eliminazione anticipata della meritoria protagonista a proiettare l’ombra del lutto sull’impresa, eroica solo in quanto disperata ed inutile in partenza. A legare i destini del vecchio misantropo e del logorroico bambino obeso è però l’istinto di sopravvivere al vuoto di affetti e a una realtà sempre più soffocante dove un frenetico attivismo materializza in vetro e cemento la distopia degli spazi urbani. Sottrarsi a una società di uguali forse è impossibile, forse salvaguardare i valori anacronistici di un umanesimo solidale è possibile solo più nelle pagine ingiallite di un album di vecchi ricordi e per questo i virtuosi artigiani di Up fanno ruotare il loro universo, impreziosito da buone letture, attorno a una morale trasversale, rivolta quindi ad adulti ed anziani, tramite la mediazione del linguaggio infantile -Tanto che lo spettatore disinformato potrebbe pensare di vedere un lavoro di Miyasaki, che evidentemente nell’evoluzione del genere ha lasciato il segno- Il messaggio salvifico ricavabile dal viaggio di Carl e dei suo giovanissimo compagno dagli occhi a mandorla non è del resto cosi ovvio, se ci si chiede cosa portino a casa dalle mitiche Cascate paradiso, oltre a un dirigibile simile al sottomarino del Capitano Nemo di Verne. Probabilmente la scoperta che l’apparenza delle persona e degli eventi nasconde la loro vera natura, e la sorprendente rivelazione che le cose noiose di tutti i giorni sono quelle che restano in mente, a patto di imparare a vivere pienamente…
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CUORE: la casa volante e il dirigibile
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STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): ***** Il primo film in 3D della Pixar. Una favola colta sulla vecchiaia, con possibilità di molteplici chiavi di lettura.
VOTO/BILANCIO: 9
Criteri soggettivi di valutazione
Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: buono
2- stile di regia: ottimo
3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: molto buono
Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e critica: cfr.www.cinematografo.it, www.mymovies.it e www.filmtv.it
