Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala O l'uscita in DVD. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori. Posto anche commenti sul sito di film tv e invio recensioni a cinema zone.( www.cinemazone.it) individuale. STELLETTE si riferiscono al giudizio complessiovo della critica: *terrificante **niente di che ***gradevole con spunti interessanti ****buono *****eccellente
Al titolo originale sostituito per la distribuzione italiana con l’anonimo “identikit di un delitto” allude il susseguirsi frenetico nel trailer di schede di criminali tratte da un archivio evidentemente inesauribile: costoro infatti costituiscono The Flock, il gregge, soprannome poliziesco per i maniaci sessuali, rappresentati qui dal gruppo di depravati violenti seduti a circolo in un ampio ambiente forse a loro riservato. Perversioni e violenze sono dunque la prova irrefutabile del dominio di una bestialità feroce sulla natura umana: pertanto il male va segregato in un recinto, tenuto sotto controllo e non redento, giacché non esistono terapie risanatrice e le strategie di recupero sono ingannevoli. La strada e l’interno dell’automobile mostrati dalla minipellicola sono allora un percorso esplorativo all’interno dell’orrore: flash martellanti ed ossessivi di stupri e aggressioni crudeli sui marciapiedi bui delle metropoli costituiscono l’unico paesaggio attraversato dai due passeggeri della macchina; conoscenza ed esperienza coincidono esclusivamente con una panoramica sull’inferno, metaforizzata nella locandina con i bagliori di un incendio tutto attorno alla coppia protagonista. L’abisso deforma volti e comportamenti dei bruti e delle loro vittime, tuttavia il virus contagia irrimediabilmente l’anima di chi ha il compito di bandirlo dalla società e di proteggere gli inermi. A riprova della desolante immutabilità delle cose il film pare concentrarsi nel passaggio di consegne fra il veterano, un Richard Gere con i capelli a spazzola da marine, e la giovane investigatrice: la barbarie non concepisce progressi generazionali e per affrontare la ferocia della giungla selvaggia studiare nuovi metodi di approccio è perdita di tempo.
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