Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it( questo blog è fornito di un motore di ricerca) http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori.
RACCONTA DI: La pellicola racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’ascesa al potere di Temudzhin, nato nel 1162, conosciuto più comunemente come Gengis Khan, che riunendo tutte le tribù mongole costruì un grande impero conquistando gran parte dell’Asia. “Mongol” costituisce la prima parte di una trilogia
SCHEDA: Origine GERMANIA, KAZAKHISTAN, MONGOLIA, RUSSIA 2007 Produzione ANDREEVSKY FLAG FILM COMPANY, KINOFABRIKA, KINOKOMPANIYA CTB, X-FILME CREATIVE POOL Data uscita 09-05-2008 Genere STORICO Durata 2h.Regia Sergej Bodrov Attori Tadanobu Asano Temugin Khulan Chuluun Börte Sun Honglei Jamukha Aliya Oelun Bao Di Todoen Tegen Ao Charkhu Deng Ba Te Er Daritai You Er Sorgan-Shira Sai Xing Ga Chiledu Odnyam Odsuren Giovane Temugin Bayertsetseg Erdenebat Giovane Börte Amarbold Tuvshinbayar Giovane Jamukha Ba Sen Esugei Amadu Mamadakov Targutai Sun Ben Hou Monaco He Qi Dai Sechen Ba Yin Mercante con anello d'oro Ji Ri Mu Tu Boorchu Sceneggiatura Arif Aliyev Sergej Bodrov Fotografia Sergei Trofimov Rogier Stoffers Musiche Tuomas Kantelinen Montaggio Zach Staenberg Valdís Óskarsdóttir Scenografia Dashi Namdakov Arredamento An Xin Wei Costumi Karin Lohr Effetti Optical Art Cinemateka
DA SEGNALARE - PRESENTATO IN CONCORSO ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' NELLA SEZIONE 'CINEMA 2007'.
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 COME MIGLIOR FILM STRANIERO
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POSTER E TITOLO: Una luce abbagliante dall’alto illumina la testa dell’eroico e solitario condottiero di eserciti e protegge la sua sacra missione: si tratta evidentemente di un’ investitura a cui fa pensare anche l’espressione ieratica dell’uomo. Egli si mostra come soldato e monaco insieme, le scimitarre nella mano formano una croce in un rituale sacro o in un solenne giuramento, il bagliore del suo sguardo catturerà il mondo, ne farà un suo dominio. Il titolo in rosso sangue specifica trattarsi del sanguinario Gengis Kahn, feroce signore dell’impero dei Mongoli, di cui la pellicola vuole raccontare oltre alle epiche gesta anche la lotta per emergere in un contesto ostile: dall’alone magico azzurrino dello sfondo è infatti escluso un piccolo riquadro in basso, probabile richiamo alle tragedie familiari, ombre coraggiosamente fugate ma sempre presenti nella memoria di lui. Insomma una biografia riadatta a una pagina di cinema, ove, come è facile aspettarsi, mitico spettacolare e leggendario fanno da filtro parziale alla realtà storica.
