Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it( questo blog è fornito di un motore di ricerca) http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori.
Stando all’elegiaca conclusione in una cattedrale in penombra, The History Boys di Hytner, ambientato nella Gran Bretagna degli anni ’80, il periodo thatcheriano, celebra il funerale della letteratura, dipartita assieme al bizzarro docente nel quale essa si è incarnata, e nello stesso tempo lascia sottintendere la probabile sopravvivenza della medesima nell’impronta lasciata da questi nei suoi allievi, la classe dirigente del Paese. Il film, tratto da un pièce teatrale di successo di Alan Bennet, però racconta di quanto sia complicato essere educati e soprattutto educare e per questo sceglie come laboratorio ottimale un college dello Yorkshire e come cavie un campionario di studenti e di docenti esemplari, portatori questi ultimi di metodi didattici opposti ma assai simili in quanto a fragilità di carattere ed inadeguatezza al mondo fuori dalle mura austere del liceo: nonostante i rimandi all’aristocratico contesto britsh e la regia appiattita sulle risorse del dotto discettare dei protagonisti, l’esperimento riesce in quanto emerge senza inutili moralismi e con il tipico humour inglese la viscerale ambiguità, impermeabile a qualunque riforma modernista, dei sistemi scolastici Lo si trova già scritto del resto nel primo trattato di pedagogia scritto nel 1 secolo dopo Cristo da Quintiliano: l’aula è un luogo dove si scambiano più emozioni che nozioni, le prime restano, le altre si dimenticano facilmente soppiantate dalla necessità pratiche. Ed è la prepotenza delle emozioni a stabilire differenze, a decretare vincitori e vinti: la scuola è pura finzione, ove per chi insegna è difficile imparare a non dire di essere umani; resistere a giovinezza, bellezza e energia uniti insieme è impresa impossibile. Il rapporto insegnante allievo è subdolamente basato sulla forza, una sorta di duello psicologico verbale, dove non è così chiaro chi plasma e chi è plasmato, chi è vittima e chi carnefice. La pellicola, buttandola sull’innamoramento non voluto, nei pirotecnici tentativi di approccio fra un prestante studente sicuro del proprio fascino e un giovane docente represso comprensibilmente semplifica un fenomeno ben più sfuggente.
L’obeso Richard Griffiths, discendente del Re Giorgio di La pazzia di Re Giorgio, diretto da Hytner nel 1995, accusato di palpeggiare gli allievi mentre li porta sulla moto, si difende blandamente sostenendo, con riferimento a Platone e all’omosessualità rituale dei Greci, che la trasmissione della conoscenza è di per sé un atto erotico. L’affermazione va presa alla lettera, purché non la si limiti all’ambito meramente sessuale ed è una descrizione ineccepibile dell’apprendimento perfetto: l’atto erotico presuppone la reciproca attrazione, nonché lo scambio paritario fra chi dà e chi riceve piacere. A vincere la sfida per la formazione dell’androceo di campioni dello studio è per questo il linguaggio poetico e metaforico del bislacco professore sconclusionato, messo da parte dall’arrivo del moderno e magrissimo collega con gli occhialini, che usa il gergo giornalistico necessario per vincere il certamen di ammissione a Cambridge e Oxford: l’universo umano non ha regole controllabili e lo comprendono assai meglio i folli e i viziosi dichiarati dei presunti sani.
---------------------------------------------------------------
RACCONTA DI: Inghileterra, Yorkshire, 1983. Un gruppo di liceali si prepara agli esami di ammissione per Oxford e Cambridge. L’ambizioso preside convinto che la preparazione del prof. Hector, attratto dai giovani allievi, non garantisca loro una preparazione adeguata, li affida a un giovane insegnante cinico e anch’egli con propensioni omosessuali.
TITOLO: Il titolo, in italiano” Storia di ragazzi” rimanda alla classica storia di formazione tipicamente anglosassone di un gruppo di ragazzi all’interno del college.
CUORE: La frase del prof. Hector: la trasmissione della conoscenza è un atto erotico.
SCHEDA:
GRAN BRETAGNA 2006 Genere ST0RIA DI FORMAZIONE. Durata 1h e
---------------------------------------------------------------------------------------------------
STELLE:*** dissertazione ironica sui pericoli e sull’ambiguità dell’educazione scolastica: trasmettere la conoscenza è un atto erotico.
VOTO/BILANCIO: 6+
criteri soggettivi di valutazione(minimo 1-massimo 5 (il voto10/10 che nella prassi scolastica simboleggia l’eccellenza è la risultante del massimo nelle tre voci- il voto 6/10 che rappresenta la sufficienza è la risultante di un 10 raggiunto complessivamente sommando le tre voci)
Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: 4
2- coerenza logica, stile di regia: 2.25
3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 4
