appunti di cinema

Peculiarità del blog è trovare un filo conduttore fra film e letteratura ed analizzare una pellicola alla stregua di un testo letterario. I film nell'archivio sono ordinati secondo il periodo di permanenza in sala O l'uscita in DVD. L'autore di questo blog è anche autore dei seguenti: http://spettatore.ilcannocchiale.it http://irrealeanacronistico.blog.lastampa.it.la differenza sta nella grafica, nei caratteri, nei colori. Posto anche commenti sul sito di film tv e invio recensioni a cine zone.( www.cine-zone.it) individuale. STELLETTE si riferiscono al giudizio complessiovo della critica: *terrificante **niente di che ***gradevole con spunti interessanti ****buono *****eccellente

CHI SONO

Utente: spilluzzicando
LE PASSIONI NON HANNO NE' ETA' NE' NOME: FORSE PER QUESTO SALVANO O PERDONO IL MONDO

Commenti recenti

bloggando in BROTHERS: NEMICI A T...

Categorie

adolescenza e cinema
alimentazione e cinema
attualità
cinama e malattia
cinema
cinema americano indipente
cinema dellesotico
cinema delle donne
cinema delle stanze chisue
cinema di guerra
cinema di viaggio
cinema ed antropologia
cinema ed arte
cinema ed eros
cinema ed etica
cinema ed infanzia
cinema e 68
cinema e balzac
cinema e città
cinema e classe operaia
cinema e commedia
cinema e distopia
cinema e dostoevkij
cinema e droga
cinema e elaborazione del lutto-
cinema e favola
cinema e fumetti
cinema e lavoro
cinema e letteratura
cinema e malattia
cinema e matematica
cinema e maternità
cinema e maturazione
cinema e miti biografie
cinema e mito
cinema e mito di los angeles
cinema e monarchi
cinema e montagna
cinema e natura
cinema e padri e figli-cinema e
cinema e parodia
cinema e politica
cinema e psicologia
cinema e religione
cinema e rivisitazione dei gener
cinema e scuola
cinema e sessualità
cinema e società
cinema e sogno americano
cinema e sport
cinema e storia
cinema e totalitarismi
cinema e utopia
cinema e vecchiaia
cinema e violenza
cinema e western
cinema e you tube
cinema francese
cinema italiano
cinema messicano-cinema e violen
cinema minimale
cinema multietnico
cinema nel cinema
cinema nord europoa
cinema orientale
cinema postmoderno
cinema russo
e
film
gangster movie
horror e societa
il cinema degli eroi
il cinema delle donne
il cinema di fantascienza
il cinema e la coppia speculare
il rinnovamento del giallo
la rivisitazione del documentari
la sopravvivenza del modello hit
manifesto film
musical-cinema e musica
nuovo cinema brasiliano
poetica del cinema
rivisitazione del western
romanzo di formazione e cinema
teatro e cinema
z-movie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 ottobre 2009

CAPITALISMI: A LOVE STORY- POSTER

Poster capitalism love story

Il caustico striscione giallo contro il capitalismo non può che promettere una romantica  storia d’amore fra lo sciatto saltimbanco Moore e l’uomo nero-America visto di spalle con bandiera a stelle a strisce che nasconde dietro le spalle il sacco di dollaro, trafugato chissà dove e chissà a chi. L’imbroglio  perpretato da anni corrode il rapporto, la nevrosi induce alla bulimia il corpo dell’ingannato, costringe alla restrizioni vendicative della satira sbeffeggiante la libertà anarchica dell’artista.

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e antologia di spettatori/opinionisti competenti cfr. www.filmtv.it


postato da: spilluzzicando alle ore 10:05 | link | commenti
categorie: cinema, manifesto film
mercoledì, 28 ottobre 2009

LA BATTAGLIA DEI TRE REGNI: POSTER

Locandina la battaglia dei tre regni

Il solenne dipinto cristallizza in una posa ieratica e fiera un esercito di guerrieri e i loro condottieri indefessi un istante prima della mitica battaglia delle scogliere rosse immortalata dalla Storia del celeste impero e dai suoi classici: lo spettatore entra in sala come in una pinacoteca e la paura e l’ansia per le sorti dei campioni non è che simulazione, sottile catarsi estetica.


postato da: spilluzzicando alle ore 10:25 | link | commenti
categorie: cinema, manifesto film
lunedì, 26 ottobre 2009

LA BATTAGLIA DEI TRE REGNI: I SEGRETI DELLA BOLLITURA

Labattagliadeitreregni_05

Il bronzeo e il corrusco del fastoso impasto usato per La battaglia dei tre regni dal John Woo di Face/Off  seducono lo sguardo, avviluppandolo in un abbagliante rete cromatica, di cui fa parte persino il cinereo macabro dei cadaveri morti di tifo: il film è in effetti la solenne celebrazione di un evento mitico,  avvenuto nel 208 d. C., della Storia del Celeste impero eppure la ricchezza coloristica della tela impreziosisce malinconicamente soprattutto la commemorazione funebre dell’epica e dei anacronistici ideali. In controluce affiorano infatti nel continuo duellare di eserciti e di flotte le nobili ragioni sentimentali dei condottieri eroi: la stessa causa della guerra sta quasi celata nella tenda dell’ambizioso e crudele Primo Ministro Cao Cao ed è un delicato ritratto della bellissima Xiao Qiao, da lui amata ancora adolescente e diventata in seguito moglie devota del suo avversario. Ma i segreti  intimi di una tazza di tè preparati da delicate mani muliebri sprigionano odori sensuali e visioni ossessive nella mente rude dei soldati in lotta di entrambi gli schieramenti: il bottino non è merce da conquistare o da difendere, bensì l’impalpabile essenza di uno specchio di mare fra i monti, sospinti nell’ombra i bollenti spiriti nazionalistici. Non è una Troia sotto assedio l’oggetto del contendere, bensì la natura che è solidale con chi  scruta i moti del vento e della nebbia, nonché con chi interpreta la lingua dell’acqua quando bolle o sa evocare dalla materia grezza mirabili arpeggi in armonia.  La pace dell’ordine cosmico la civiltà umana  non sa più trovarla, pertanto le scogliere rosse, la scacchiera su cui giocano la partita i  campioni, diventano  la precaria utopia di una vittoria illusoria: “ Qui nessuno ha vinto” dice il vicerè Zhou Yu, cosciente che astuzia, lealtà e cuore indefesso danno lustro alla Storia dei popoli, ma non la scrivono.

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------

CUORE: i segreti della preparazione di una tazza di tè

---------------------------------------------------------------------------------------------------

STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): ****il film più costoso del cinema cinese ed è epica.

 

VOTO/BILANCIO: 8.50

Criteri  soggettivi di valutazione

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: discreto

         2-  stile di regia: ottimo

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: discreto

 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e critica: cfr.www.cinematografo.it,  www.mymovies.it e www.filmtv.it


venerdì, 23 ottobre 2009

LEBANON: POSTER

Poster lebanon

La guerra o la si vede o la si vive e per viverla bisogna  vivere in simbiosi con il mezzo blindato che vediamo nella parte superiore del poster attraversare distruggendolo un prato fiorito: una prigionia perfetta senza possibilità di evasione nella quale la vista diventa la messa a fuoco di un bersaglio e Il paese profumato dei cedri diventa Lebanon, il codice di una missione. Restringere l’evento bellico in uno spazio angusto è l’idea orginale che ha consentito al film di essere premiato al festival di Venezia.

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e antologia di spettatori/opinionisti competenti cfr. www.filmtv.it


postato da: spilluzzicando alle ore 10:04 | link | commenti (1)
categorie: cinema, manifesto film
mercoledì, 21 ottobre 2009

UP (2): POSTER

Locandina up

Il fascio di luce di un proiettore invisibile irrompe nel  silenzio di una parete buia con una sequenza nel quale un anziano visto di spalle deve contrastare l’attacco di anacronistici aerei: ma è anche la copertina di un libro illustrato con l’immagine più esemplare. Arte e fantasia fanno spettacolo nobilitante di  ciò che società e realtà relegano ai margini: le figure non trasbordano dai bordi del riquadro, la ribellione animata si limita all’evasione nell’assurdità del surreale. La perfezione geometrica del poster smentisce però l’anticonvenzionalismo del film, ma è forse inevitabile sottolineatura del virtuosismo artigianale dei laboratori Pixar.   

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e antologia di spettatori/opinionisti competenti cfr. www.filmtv.it


postato da: spilluzzicando alle ore 10:30 | link | commenti
categorie: cinema, manifesto film
lunedì, 19 ottobre 2009

UP (1): PALLONCINI COLORATI A RIVOLUTIONARY ROAD

Up_05

Dall’ultimo gioiello Pixar-Disney, Up, spira la struggente malinconia della consapevolezza che la vita reale è la negazione assoluta della favola: l’esplorazione di continenti leggendari sepolti in foreste sperdute, popolate da animali parlanti, a bordo di una casa sollevata da palloncini colorati ricava il surplus di energia indispensabile dall’urgenza di riscattare la disfatta di una vecchiaia inconsolabile.  Fa’ infatti da premessa al film un altro film, una tragicommedia nella quale si riassume l’ennesima versione del sogno americano infranto: a ossessionare Carl e Ellie è un salvadanaio che, continuamente rotto per tegole da riparare e medicine, impedisce loro l’evasione agognata dalla mediocrità.  Se abitassero dalla parti di “Rivolutionary road” la nevrosi avvelenerebbe l’amore coniugale, ma i colori allegri di un cartone prevedono esclusivamente il dolce svaporare della figura femminile cosicché è l’eliminazione anticipata della meritoria protagonista a proiettare l’ombra del lutto  sull’impresa, eroica solo in quanto disperata ed inutile in partenza.  A legare i destini del vecchio misantropo e del logorroico bambino obeso è però l’istinto di sopravvivere  al vuoto di affetti e a una realtà sempre più soffocante dove un frenetico attivismo  materializza in vetro e cemento la distopia degli spazi urbani. Sottrarsi a una società di uguali forse è impossibile, forse salvaguardare i valori anacronistici di un umanesimo solidale  è possibile solo più nelle pagine ingiallite di un album di vecchi ricordi e per questo i virtuosi artigiani di Up fanno ruotare il loro universo, impreziosito da buone letture, attorno a una morale trasversale, rivolta quindi ad adulti ed anziani, tramite la mediazione del linguaggio infantile -Tanto che lo spettatore disinformato potrebbe pensare di vedere un lavoro di Miyasaki, che evidentemente nell’evoluzione del genere ha lasciato il segno- Il messaggio salvifico ricavabile dal viaggio di Carl e dei suo giovanissimo compagno dagli occhi a mandorla non è del resto cosi ovvio, se ci si chiede cosa portino a casa dalle mitiche Cascate paradiso, oltre a un dirigibile simile al sottomarino del Capitano Nemo di Verne. Probabilmente la scoperta che l’apparenza  delle persona e degli eventi nasconde la loro vera natura, e la sorprendente rivelazione che le cose noiose di tutti i giorni sono quelle che restano in mente, a patto di imparare a vivere pienamente…

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------

CUORE: la casa volante e il dirigibile

---------------------------------------------------------------------------------------------------

STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): ***** Il primo film in 3D della Pixar. Una favola colta sulla vecchiaia, con possibilità di  molteplici chiavi di lettura.

 

 

 

VOTO/BILANCIO: 9

Criteri  soggettivi di valutazione

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: buono

         2-  stile di regia: ottimo

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo:  molto buono

 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e critica: cfr.www.cinematografo.it,  www.mymovies.it e www.filmtv.it


venerdì, 16 ottobre 2009

LO SPAZIO BIANCO: POSTER

Locandina lo spazio bianco

Un girotondo nel bel mezzo di un magnifico mare color smeraldo: il poster, ossimorico, rievoca l’abbraccio salvifico fra speranza  e disperata solitudine. La donna  spicca il volo all’interno di uno spazio bianco, così definito, in quanto intercapedine fra morte e vita:  attorno a lei nessuno e niente ed il magico rituale evocato dalla sua figura da la profondità di un colore cangiante all’esistenza. 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e antologia di spettatori/opinionisti competenti cfr. www.filmtv.it


postato da: spilluzzicando alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: cinema, manifesto film
lunedì, 12 ottobre 2009

MOTEL WOODSTOCK (1): FRAGOLE E DOLLARI

Takingwoodstock_01

L’ambigua emancipazione sentimentale del giovane Elliot Tiber, autore del libro autobiografico Taking Woodstock, avvenne in contemporanea con quella del suo Paese, quando in una cittadina di provincia, a nord dello stato di New York, nel 1969, affluirono migliaia di giovani e meno giovani, concretizzando a ritmo di musica per tre giorni l’utopia anarchica di un esistenza disciplinata esclusivamente dalla canzoni, dalla droga e dal sesso: se il tragico nel cinema di Ang Lee scaturisce di solito dall’incapacità degli individui  di superare le repressioni coercitive dell’ambiente e dell’educazione, l’umanità gioiosa e danzante nel fango di Motel Woodstock è ancora la frontiera fra l’uomo e la donna di ieri e quella di domani. Confine in realtà mai superato, giacché, tramontata l’illusione della repubblica rock e dei “figli dei fiori”, l’America non andò oltre e molti, fra cui probabilmente il regista taiwanese, conservano il rimpianto per quel salto mai spiccato. Le ragioni di un fallimento generazionale erano già evidenti allora, eppure l’analisi critica non contamina l’esaltazione emotiva irripetibile per rinverdire la quale è giusto  far rivivere il mitico evento  esclusivamente sotto forma di iniziazione alla vita di un giovane di origine ebree, prigioniero di una madre autoritaria e di un padre troppo mite: la memoria  legge le pagine del vecchio diario, rendendo iridescente il passato e rimuovendone le ombre, ma, senza volerlo, avverte il peccato di venalità e di fedeltà al way of live a stelle e strisce nell’arcobaleno screziato dell’allucinogene e nella performance dei corpi nudi.  Il dollaro ravviva il fatiscente Motel di famiglia, la mariujana consente appena il buffo ballo catartico sotto la pioggia di papà e mamma e i cowboy arrivano da Brokeback  Mountain en travesti, la pistola nella giarrettiera, per partecipare al festoso corteo.  La scoperta di se stessi è dunque causale, epidermica, e il cambiamento di costumi e mentalità, lento e graduale,  porta con sé rivoluzioni di facciata.  Pertanto a fare da controcanto, in piatta giustapposizione,  al confuso itinerario di Eliot sono da un lato le citazioni del celebre documentario del ’70 di  Wadleigh Woodstock-tre giorni di musica pace e amore e dall’altro lo sfondo della guerra del Vietnam: ossessioni   che si depositano nella mente, icone sacre nel lontano futuro dei popoli.

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------

CUORE: il motel fatiscente ravvivato dal business legato all’utopia e il ballo sotto l’effetto della droga del padre e della madre di Elliot.

---------------------------------------------------------------------------------------------------

STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): ***Ang Lee racconta Woodstock senza far vedere il concento e citando il documentario di Waldeigh del 1970: niente di che, tuttavia divertente e capace di restituire il clima di un evento epocale.

 

 

VOTO/BILANCIO: 6.50

Criteri  soggettivi di valutazione

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: sufficiente

         2-  stile di regia: sufficiente

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: più che sufficiente

 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e critica: cfr.www.cinematografo.it,  www.mymovies.it e www.filmtv.it


venerdì, 09 ottobre 2009

LA DOPPIA ORA: POSTER

Locandina la doppia ora

Una giovane donna si affaccia da dietro un vetro, la barriera fisica, eppure trasparente che lasciandole intravedere la suggestione di un ipotetico altrove la chiama a sé:  lì, in una dimensione temporale altra, sarà possibile, se non vivere almeno conoscere una doppia vita, dove le ore, chissà se una solamente  o tante, sono doppie.  L’esordio di Capotondi,  apprezzato a Venezia, già nel poster promette dunque il noir esistenziale, dove gli eventi sono una blanda eco di stati d’animo, sensazioni ed emozione, che lo spettatore è chiamato a condividere. I fatti reali non sono che deboli riflessi proiettati sulla superficie di un cristallo: la caverna di Platone ovvero l’intuizione del metafisico sposata al feuilleton del giallo. 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e antologia di spettatori/opinionisti competenti cfr. www.filmtv.it


postato da: spilluzzicando alle ore 10:02 | link | commenti
categorie: cinema, manifesto film
mercoledì, 07 ottobre 2009

BASTARDI SENZA GLORIA (2): POSTER

Locandina bastardi senza gloria

Il poster nella sua classica sobrietà preannuncia un film sulla Seconda guerra mondiale e lo stesso titolo Inglorious Bastards è una storpiatura di Quel maledetto treno blindato di Castellari. Ci troviamo cosi di fronte a una “brutta copia  di un film già girato e già visto: Tarantino sembra voler attirare sul suo cinema l’accusa di scarsa originalità. Un’arte allusiva quindi che sfida lo spettatore a cercare e a trovare un senso più nell’estetica e nel virtuosismo tecnico che nell’etica e nella verità. Al di là dei confini angusti del reale, la magia dell’inquadratura fa nascere i suoi rigogliosi giardini.   


postato da: spilluzzicando alle ore 10:26 | link | commenti (1)
categorie: cinema, manifesto film
lunedì, 05 ottobre 2009

BASTARDI SENZA GLORIA (1): ESTETICA PUGILISTICA

Il trapianto della pantagruelica galassia di Tarantino nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale non può che generare  un’esplosione deflagrante nella sala cinematografica: gergo da gangster, erudizione cinefila e grandguignol mandano in fibrillazione le immagini in bianco e nero del documento neutro e i dogmi dell’anarchia immaginativa rivendicano orgogliosamente l’autonomia dalla verità dei fatti.  Bastardi senza gloria  non merita tanto l’etichetta di film quanto piuttosto quella di manifesto programmatico, fluidamente suddiviso in paragrafi, cosa che per l’autore di Pulp Fiction, ossessionato dalla sua stessa vena ironica, è la prassi: se la Storia è un calderone amorale, dove in ogni epoca il male contende spazio e tempo al bene, la mitologia ne traduce in figure e situazioni paradigmatiche torti e ragioni, senza correggerli, cosicché imprimervi un etica universalmente valida, il marchio d’infamia indelebile sulla fronte dei carnefici nazisti, è un esercizio ludico liberatorio, un rituale carnevalesco, ove ghignando si scuoiano gli avversarsi. Alla natura catartica e vitalistica delle forme spettacolari popolari arcaiche Tarantino vuole riportare la Settima arte, come alla patria originaria, dopo decenni di astratte deviazioni intellettualistiche. In Bastardi senza gloria  pertanto non vediamo azioni o persone, bensì maschere grottesche paralizzate per un tempo interminabile in disquisizioni stravaganti attorno a un tavolo:  l’intreccio riproduce  meccanicamente le strampalate fantasie di autori di western e di action movie dozzinali in un’esasperante ripetitività di stilemi già visti, mentre la conclusione è una bizzarra lacerazione all’interno del noto canovaccio, il grossolano sigillo dell’ estetica pugilistica del regista giustiziere tronfio di quello che sarà  certo il suo capolavoro

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------

CUORE: la cicatrice della svastica sulla fronte dei carnefici nazisti

---------------------------------------------------------------------------------------------------

STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): ***** il cinema riscrive la Storia della seconda guerra mondiale. Galleria di citazioni, dialoghi interminabili, il miglior Tarantino.

 

VOTO/BILANCIO: 8

Criteri  soggettivi di valutazione

 Voci: 1-originalità di situazioni, personaggi e visione del mondo: buona

         2-  stile di regia: più che buono

         3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: sufficiente

 

Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e critica: cfr.www.cinematografo.it,  www.mymovies.it e www.filmtv.it